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10 Febbraio 2026: Fertilia, cuore pulsante del Ricordo

Tra commozione e orgoglio, le celebrazioni del Giorno del Ricordo ribadiscono il ruolo della nostra città come esempio vivente di resilienza e accoglienza.

Anche quest’anno, il 10 febbraio non è stato una data come le altre. Per l’Italia intera è il Giorno del Ricordo, istituito per non dimenticare la tragedia delle Foibe e l’esodo giuliano-dalmata. Ma per noi di Fertilia, questa giornata assume un significato che va oltre la commemorazione: è la celebrazione della nostra identità, delle nostre radici e della straordinaria capacità di rinascere.

Le celebrazioni del 2026 hanno visto una partecipazione sentita e trasversale, unendo le istituzioni, le scuole e, soprattutto, i testimoni diretti di quella storia che ha segnato il confine orientale e che ha trovato in Sardegna una nuova casa.

Il rito solenne a Fertilia: “Il Cristo delle Foibe”

La giornata del 10 febbraio si è aperta con le celebrazioni proprio qui, nella nostra Città di Fondazione. Dopo la Santa Messa nella Chiesa di San Marco, un corteo silenzioso e composto ha attraversato le strade per raggiungere il lungomare. Lì, ai piedi della stele monumentale del Leone di San Marco e poi sul monumento de “Il Cristo delle Foibe”, sono state deposte le corone d’alloro.

È stato un momento di raccoglimento profondo per ricordare chi, come ricordato dai servizi del TGR Sardegna, fu gettato nelle cavità carsiche o in mare con una pietra al collo. Ma è stato anche un momento per celebrare la vita che continua.

Come ha sottolineato la storica dell’Università di Cagliari Margherita Sulas, la scelta della Sardegna da parte di molti esuli non fu casuale, ma legata spesso alla possibilità di lavoro e alla volontà di ricostruire una comunità. E Fertilia ne è l’esempio più fulgido: una città che non aveva vita propria e che l’ha ricevuta da chi aveva perso tutto.

La voce dei testimoni: da Marisa Brugna a Giulio Marongiu

Le celebrazioni sono state impreziosite dalle parole di chi quell’esodo lo ha vissuto sulla propria pelle. Toccante la testimonianza della signora Marisa Brugna, esule istriana e ospite d’onore anche durante la seduta solenne del Consiglio Comunale di Sassari.

Marisa ha ricordato i dieci anni trascorsi in un campo profughi in Toscana prima di arrivare qui. Le sue parole risuonano come un inno alla nostra terra:

“Arrivare in Sardegna, arrivare a Fertilia è stata una cosa stupenda perché ho apprezzato la vera libertà. Qui ho capito che avrei vissuto libera.”

Anche da Milano, dove si sono tenute celebrazioni parallele in Piazza della Repubblica alla presenza del Sindaco Sala, è arrivato un eco della nostra storia. Tra le testimonianze raccolte da Rai Lombardia, spicca quella di Giulio Marongiu, esule finito in Sardegna, che ha raccontato la commozione del ritorno a Pola dopo 78 anni, a cercare le tracce della propria famiglia. Un filo invisibile che unisce Fertilia al resto d’Italia.

L’Ecomuseo Egea e il futuro della memoria

Un ruolo centrale in queste giornate lo ha avuto l’Ecomuseo Egea, custode della nostra storia. Il direttore Mauro Manca ha definito perfettamente lo spirito che anima Fertilia:

“Fertilia è un esempio di resilienza e integrazione. Resilienza intesa come capacità di ricostruire una vita da zero. Integrazione perché gli esuli di Istria, Fiume e Dalmazia hanno saputo costruire insieme una grande famiglia.”

È significativo che la seduta del Consiglio Comunale di Sassari sia stata aperta dalle voci dei bambini delle scuole, a dimostrazione che il passaggio del testimone è in atto.

Una storia finalmente riconosciuta

Come ricordato da Lorena Calebota, figlia di esuli, per troppo tempo questa storia non è stata riconosciuta come avrebbe dovuto, lasciando un peso nel cuore delle famiglie. Oggi, vedere le istituzioni, i sindaci e i prefetti uniti nel ricordo, ci dice che quella pagina di storia è finalmente patrimonio di tutti.

Il 10 Febbraio a Fertilia ci ricorda che perdere l’identità è un dolore immenso, ma ritrovarla, ricostruirla e donarla alle nuove generazioni è una vittoria ancora più grande.

Fertilia.org vi invita a visitare l’Ecomuseo Egea per scoprire i volti e le storie di chi ha reso Fertilia il luogo speciale che è oggi.